Un episodio inquietante e dalle potenziali conseguenze tragiche ha colpito nelle ultime ore il Direttore dell'Ente Parco, vittima di quello che appare come un chiaro e deliberato atto intimidatorio.
Nella mattinata di lunedì, a seguito di anomalie riscontrate nella guida, il Direttore ha condotto la propria autovettura presso un’officina meccanica. Il responso tecnico ha rivelato uno scenario allarmante: tutti i cinque perni della ruota anteriore sinistra erano stati rimossi, mentre i bulloni delle restanti tre ruote erano stati dolosamente allentati.
"Il meccanico è stato categorico," dichiara il Direttore. "Mi ha confermato che non si è trattato di un guasto, ma di un intervento manuale volto a provocare un incidente. Mi è stato detto chiaramente che avrei potuto perdere la vita o causare una strage. Il pensiero più doloroso va a mio figlio, che utilizza quell'auto più di me: è un miracolo che non sia accaduto l’irreparabile."
L'episodio non sembra isolato. Contemporaneamente, nel giardino della sede dell'Ente Parco, è stato rinvenuto un mezzo di servizio con un finestrino infranto. La coincidenza temporale e la natura degli eventi lasciano poco spazio al dubbio: si tratta di un attacco coordinato volto a colpire la figura del Direttore e l'istituzione che rappresenta.
Il Direttore ha proceduto a sporgere regolare denuncia formale. Sono già state richieste le acquisizioni delle immagini delle telecamere di videosorveglianza in via Leopardi per identificare i responsabili.
"Definire 'vandalismo' la manomissione dei sistemi di sicurezza di un'auto è inaccettabile," prosegue il Direttore. "Questo è un atto intimidatorio compiuto con la piena consapevolezza di poter far del male. Sono profondamente scosso e amareggiato dalla cattiveria di questo gesto, ma voglio essere chiaro: non arretro di un centimetro. Continuerò a svolgere il mio lavoro con la stessa determinazione di sempre."
La Presidente, il Consiglio Direttivo e tutto il personale dell’Ente Parco esprimono la più totale e incondizionata solidarietà al Direttore. L'Ente condanna con forza questi metodi vigliacchi e criminali, confidando nell'operato delle Forze dell'Ordine affinché sia fatta piena luce su questa gravissima vicenda. La violenza non fermerà l'impegno del Parco per la tutela del territorio.