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 19-Dicembre-25

MAB-Unesco: un modello di cooperazione mediterranea

MAB-Unesco: un modello di cooperazione mediterranea

Si è svolto ieri a La Maddalena il convegno dedicato al Programma MAB – Uomo e Biosfera dell’UNESCO, un importante momento di confronto istituzionale, scientifico e territoriale che ha ribadito il valore strategico della cooperazione tra Sardegna e Corsica per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Rosanna Giudice, che ha ripercorso le origini del percorso MAB, nato da anni di relazioni scientifiche e umane tra i Parchi dell’area delle Bocche di Bonifacio. Un cammino che, dopo il mancato avvio del Parco Marino Internazionale, ha trovato nuova forza nella candidatura alla prima Riserva della Biosfera Transfrontaliera, sostenuta da Regioni, Parchi e Aree Marine Protette dei due territori. Un progetto che mette al centro l’uomo nella natura e che oggi entra in una fase operativa grazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso il programma Interreg.
Tutti i relatori hanno condiviso una visione comune: l’ambiente non come vincolo, ma come opportunità, e la necessità di costruire un equilibrio duraturo tra tutela degli ecosistemi e sviluppo dei territori.
Il Comandante della Capitaneria di Porto di La Maddalena, Vittorio Vanacore, ha sottolineato il valore del progetto come esempio di una concezione moderna di ambiente, definendolo un elemento imprescindibile e trasversale alle politiche pubbliche. Il mare, in particolare, è stato richiamato come fattore di unione tra i popoli, ribadendo il pieno supporto della Capitaneria di Porto alle attività del Parco Nazionale.
Per la Regione SardegnaAlberto Plaisant, in rappresentanza dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, ha ricordato come la Regione sostenga la strategia MAB fin dal 2021, riconoscendola come un modello concreto di equilibrio tra uomo e ambiente, di tutela della biodiversità e di crescita sostenibile per i territori. A confermare questo impegno è intervenuta anche la dott.ssa Giovanna Chessa, che ha evidenziato l’importanza di costruire rapporti duraturi con il comparto della pesca, del turismo e con le giovani generazioni, protagoniste di una futura consulta giovanile legata al progetto.
Il Presidente del Parco Nazionale dell’Asinara, Gianluca Mureddu, ha offerto una riflessione sul significato profondo della conservazione ambientale, intesa non come imposizione di vincoli, ma come valorizzazione del capitale naturale a beneficio delle generazioni future. I servizi ecosistemici rappresentano, oggi, il vero “core business” dei Parchi Nazionali. In questo quadro, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse nel percorso di costruzione della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).
Forte il messaggio politico arrivato dal territorio. Il Sindaco di La Maddalena, Fabio Lai, e la Vicesindaca Federica Porcu hanno espresso orgoglio per il ruolo della comunità maddalenina all’interno di una sfida di respiro globale, evidenziando come l’area delle Bocche di Bonifacio rappresenti un laboratorio di cooperazione concreta. Entrambi hanno ribadito che la tutela ambientale è una leva di sviluppo e non un limite per le comunità locali.
Dal versante corso, Jean-Michel Culioli, dell’Ufficio dell’Ambiente della Corsica, ha richiamato la responsabilità condivisa di Corsica e Sardegna, territori centrali nel Mediterraneo, nella salvaguardia di ecosistemi di straordinario valore. Con entusiasmo ha annunciato la ripresa, a partire da febbraio, dei monitoraggi scientifici comuni, tra cui il visual census, il monitoraggio dell’avifauna e le attività di tutela della Posidonia oceanica.
Il Direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Giulio Plastina, ha ribadito che il progetto MAB non nasce per imporre nuovi vincoli, ma per creare nuove connessioni tra istituzioni, operatori economici e comunità locali. Al centro del percorso ci sono il coinvolgimento degli operatori, l’avvio della CETS, la qualificazione dell’offerta turistica e la responsabilità collettiva nella tutela di un patrimonio unico. In questo contesto ha illustrato il nuovo Piano degli Ormeggi, che entrerà in vigore dal 2026: nelle aree in concessione al Parco per i campi boe sarà vietato l’ancoraggio, saranno individuate zone di libero ancoraggio e, in alcune cale, boe dedicate al trasporto passeggeri fruibili dai diportisti dopo le ore 17. Un sistema pensato per proteggere spiagge e fondali e garantire una fruizione sostenibile del mare.
A chiudere i lavori, la Presidente Rosanna Giudice ha richiamato il valore della collaborazione istituzionale e scientifica come fondamento del Programma MAB–UNESCO e ha sottolineato come iniziative concrete, come la convenzione tra il Parco Nazionale e la Fondazione Centro Velico Caprera per la realizzazione di campi boe a tutela della posidonia, rappresentino esempi virtuosi di come i principi della sostenibilità possano tradursi in azioni operative. Su questo punto è intervenuto anche il Presidente del CVC - Paolo Bordogna, soddisfatto di supportare l'Ente Parco per la protezione dei fondali di Porto Palma.
Il convegno si è concluso con la consapevolezza condivisa che il mare non separa, ma connette, e che il percorso MAB rappresenta una sfida ambiziosa e un obiettivo strategico per costruire un futuro in cui la tutela dell’ambiente e il benessere delle comunità procedano insieme.

 
 
 

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